L’idea è nata leggendo un bellissimo libro intitolato : “La guerra fredda”, di Jhon Lewis Gaddis, della collana Oscar Storia Mondatori. Proporre ai visitatori del sito varie frasi, intercettazioni o scambi di battute dei protagonisti della guerra fredda. Citazioni cariche di significato che da sole bastano a ripercorrere i lunghi anni che vanno dalla fine della seconda guerra mondiale al crollo dell’Unione Sovietica.
Aspettavamo che raggiungessero la riva. Riuscivamo a vederne le facce. Sembravano persone normali. Avevamo immaginato qualcosa di diverso. Insomma, loro erano americani!
LJUBOVA KOZINCEKA, Armata rossa 58ª Divisione
Penso che non sapessimo cosa aspettarci dai russi, ma quando li guardavi e li studiavi, non vedevi la differenza, capisci? Se gli avessi messo addosso la divisa americana, avrebbero potuto essere americani!
AL ARONSON, Esercito americano 69ª Divisione
La data era il 25 aprile 1945, il luogo la città tedesco-orientale di Torgau, sull’Elba, l’evento il primo incontro dei due eserciti provenienti da angoli opposti della terra, che avevano tagliato in due la Germania nazista.Cinque giorni dopo hitler si faceva saltare le cervella. I leader della vittoriosa Grande Alleanza, Roosevelt, Churchill e Stalin si erano già scambiati strette di mano, brindisi e auspici per un mondo migliore. A Teheran nel novembre 1943 e a Jalta nel febbraio 1945. Ma quei gesti avrebbero significato ben poco se le truppe ai loro ordini non fossero poi riuscite a inscenare i loro festeggiamenti là dove contava davvero: sul fronte di un campo di battaglia dal quale il nemico stava ormai scomparendo.Allora perché a Torgau gli eserciti si avvicinarono con tanta diffidenza?Perché i rispettivi comandanti insistettero per cerimonie separate, una per il fronte occidentale e l’altra per il fronte orientale? Perché anni dopo Churchill intitolerà il volume di memorie relativo a tali eventi Trionfo e tragedia?
La risposta è più o meno la stessa: il conflitto era stato vinto da una coalizione i cui principali membri erano già in guerra tra loro, ideologicamente e geopoliticamente, se non militarmente.Quale che fosse il trionfo della Grande Alleanza nell’aprile 1945, il successo della coalizione era sempre dipeso dalla ricerca di obiettivi compatibili da parte di sistemi incompatibili.
La tragedia consisteva nel fatto che la vittoria avrebbe richiesto ai vincitori di rinunciare a essere quello che erano, o a molto ciò che avevano sperato di ottenere combattendo la guerra.
Aspettavamo che raggiungessero la riva. Riuscivamo a vederne le facce. Sembravano persone normali. Avevamo immaginato qualcosa di diverso. Insomma, loro erano americani!
LJUBOVA KOZINCEKA, Armata rossa 58ª Divisione
Penso che non sapessimo cosa aspettarci dai russi, ma quando li guardavi e li studiavi, non vedevi la differenza, capisci? Se gli avessi messo addosso la divisa americana, avrebbero potuto essere americani!
AL ARONSON, Esercito americano 69ª Divisione
La data era il 25 aprile 1945, il luogo la città tedesco-orientale di Torgau, sull’Elba, l’evento il primo incontro dei due eserciti provenienti da angoli opposti della terra, che avevano tagliato in due la Germania nazista.Cinque giorni dopo hitler si faceva saltare le cervella. I leader della vittoriosa Grande Alleanza, Roosevelt, Churchill e Stalin si erano già scambiati strette di mano, brindisi e auspici per un mondo migliore. A Teheran nel novembre 1943 e a Jalta nel febbraio 1945. Ma quei gesti avrebbero significato ben poco se le truppe ai loro ordini non fossero poi riuscite a inscenare i loro festeggiamenti là dove contava davvero: sul fronte di un campo di battaglia dal quale il nemico stava ormai scomparendo.Allora perché a Torgau gli eserciti si avvicinarono con tanta diffidenza?Perché i rispettivi comandanti insistettero per cerimonie separate, una per il fronte occidentale e l’altra per il fronte orientale? Perché anni dopo Churchill intitolerà il volume di memorie relativo a tali eventi Trionfo e tragedia?
La risposta è più o meno la stessa: il conflitto era stato vinto da una coalizione i cui principali membri erano già in guerra tra loro, ideologicamente e geopoliticamente, se non militarmente.Quale che fosse il trionfo della Grande Alleanza nell’aprile 1945, il successo della coalizione era sempre dipeso dalla ricerca di obiettivi compatibili da parte di sistemi incompatibili.
La tragedia consisteva nel fatto che la vittoria avrebbe richiesto ai vincitori di rinunciare a essere quello che erano, o a molto ciò che avevano sperato di ottenere combattendo la guerra.

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