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mercoledì 29 ottobre 2008

LE FRASI 2

“ Non cominciate a darvi troppe arie…A Mosca sappiamo meglio di tutti come si applica il marxismo-leninismo.”

Andrei Zdanov, portavoce di Stalin.

“ Muoverò un mignolo e Tito sparirà!”

Iosif Stalin.

“ Il dittatore jugoslavo poteva anche essere un figlio di puttana, ma ormai è il nostro figlio di puttana!”

Dean Acheson segretario di Stato americano.

Cosa significasse la frase di Zdanov divenne chiaro nel febbraio 1948 quando Stalin approvò il piano elaborato dai comunisti cecoslovacchi per impadronirsi del potere nell’unico paese dell’Europa dell’Est che aveva mantenuto un governo democratico. Poco dopo il colpo di Stato, in un cortile di Praga venne rinvenuto il corpo martoriato del ministro degli Esteri Jan Masaryk che, dopo la prima guerra mondiale aveva fondato la nazione. Fu subito chiaro che qualunque prospettiva di indipendenza all’interno della sfera d’influenza di Stalin era morta con Masryk stesso.
Non tutti i comunisti, però, rientravano in quella sfera. Fin dalla conclusione della seconda guerra mondiale, la Jugoslavia era stata una degli alleati più affidabili dell’Unione Sovietica, ma il suo leader, Josip Broz, detto Tito, era arrivato al potere con le sue sole forze. Erano stati Tito e i suoi partigiani, e non l’Armata Rossa , a scacciare i nazisti dal paese; a differenza di tutti i suoi omologhi dell’Europa dell’Est, tito non dipendeva dall’appoggio di Stalin per restare al potere. I tentativi dei russi perché si adeguasse all’ortodossia del Cominforn lo irritavano e alla fine del 1948 aveva già rotto apertamente con Mosca. Stalin non si mostrò preoccupato. In realtà molto più di un dito si mosse all’interno dell’Unione Sovietica e del movimento comunista internazionale a causa di questo primo atto di sfida al Cremlino da parte di un comunista, ma Tito sopravvisse…e ben presto avrebbe ricevuto aiuti economici dagli Stati Uniti.

lunedì 20 ottobre 2008

LE FRASI PIU’ SIGNIFICATIVE DI CINQUANT’ANNI DI GUERRA FREDDA.

L’idea è nata leggendo un bellissimo libro intitolato : “La guerra fredda”, di Jhon Lewis Gaddis, della collana Oscar Storia Mondatori. Proporre ai visitatori del sito varie frasi, intercettazioni o scambi di battute dei protagonisti della guerra fredda. Citazioni cariche di significato che da sole bastano a ripercorrere i lunghi anni che vanno dalla fine della seconda guerra mondiale al crollo dell’Unione Sovietica.

Aspettavamo che raggiungessero la riva. Riuscivamo a vederne le facce. Sembravano persone normali. Avevamo immaginato qualcosa di diverso. Insomma, loro erano americani!

LJUBOVA KOZINCEKA, Armata rossa 58ª Divisione

Penso che non sapessimo cosa aspettarci dai russi, ma quando li guardavi e li studiavi, non vedevi la differenza, capisci? Se gli avessi messo addosso la divisa americana, avrebbero potuto essere americani!

AL ARONSON, Esercito americano 69ª Divisione

La data era il 25 aprile 1945, il luogo la città tedesco-orientale di Torgau, sull’Elba, l’evento il primo incontro dei due eserciti provenienti da angoli opposti della terra, che avevano tagliato in due la Germania nazista.Cinque giorni dopo hitler si faceva saltare le cervella. I leader della vittoriosa Grande Alleanza, Roosevelt, Churchill e Stalin si erano già scambiati strette di mano, brindisi e auspici per un mondo migliore. A Teheran nel novembre 1943 e a Jalta nel febbraio 1945. Ma quei gesti avrebbero significato ben poco se le truppe ai loro ordini non fossero poi riuscite a inscenare i loro festeggiamenti là dove contava davvero: sul fronte di un campo di battaglia dal quale il nemico stava ormai scomparendo.Allora perché a Torgau gli eserciti si avvicinarono con tanta diffidenza?Perché i rispettivi comandanti insistettero per cerimonie separate, una per il fronte occidentale e l’altra per il fronte orientale? Perché anni dopo Churchill intitolerà il volume di memorie relativo a tali eventi Trionfo e tragedia?
La risposta è più o meno la stessa: il conflitto era stato vinto da una coalizione i cui principali membri erano già in guerra tra loro, ideologicamente e geopoliticamente, se non militarmente.Quale che fosse il trionfo della Grande Alleanza nell’aprile 1945, il successo della coalizione era sempre dipeso dalla ricerca di obiettivi compatibili da parte di sistemi incompatibili.
La tragedia consisteva nel fatto che la vittoria avrebbe richiesto ai vincitori di rinunciare a essere quello che erano, o a molto ciò che avevano sperato di ottenere combattendo la guerra.