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giovedì 28 febbraio 2008

Il gruppo Industriale Maccaferri rafforza il proprio impegno nella Marsica


Il Gruppo Maccaferri impegnerà in Abruzzo investimenti complessivi per circa 350 milioni di euro con una occupazione diretta di circa 150 addetti ed una indiretta di 300 unita' lavorative. Ciò è quanto hanno affermato, durante l’inaugurazione del nuovo stabilimento della Samputensili di Ortona e dell’impianto fotovoltaico, i vertici del Gruppo, tra cui il Presidente Gaetano Maccaferri ed il Presidente della Enerray ing. Raimondo Cinti, societa' di Seci Energia.Tale impianto fotovoltaico svilupperà 274 mila kwh di energia elettrica su 3800 chilometri quadri di superificie determinando un risparmio di oltre 100 tonnellate di anidride carbonica. Si concretizzerà inoltre una grande prova di saggezza che ha previsto la riconversione di un pezzo di storia industriale della Marsica, l’ex zuccherificio, in una centrale di produzione di energia da biomasse, che fa rima con futuro e innovazione.
Infine il top management ha confermato la piena collaborazione per far fronte all’emergenza idrica della piana del Fucino concedendo l’utilizzo dell’acqua dello zuccherificio per scopi irrigui.

martedì 8 gennaio 2008

CARO BENZINA: ALCUNI DEI MOTIVI IN PARTE SCONOSCIUTI.


Nel territorio italiano, sull'acquisto dei carburanti gravano un insieme di accise, istituite nel corso degli anni allo scopo di finanziare diverse emergenze. Alcune di esse, però, risultano talmente anacronistiche (la meno recente prevede tuttora il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935) da suscitare non poche polemiche a riguardo.
L'elenco completo comprende le seguenti accise:

· 1,90 lire per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935;
· 14 lire per il finaziamento della crisi di Suez del 1956;
· 10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963;
· 10 lire per il finanziamento dell'alluvione di Firenze del 1966;
· 10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968;
· 99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976;
· 75 lire per il finanziamento del terremoto dell'Irpinia del 1980;
· 205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
· 22 lire per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;

La somma totale pagata dagli italiani all’acquisto di un litro di carburante è di 25 centesimi di euro! Su queste accise viene applicata anche l'IVA, per un totale di 0,30 centesimi di euro!

Per accisa si intende una imposta sulla fabbricazione e sul consumo.È un tributo indiretto che colpisce singole produzioni e singoli consumi. In Italia le accise più importanti sono quelle relative ai prodotti energetici (precedentemente limitati solo agli oli minerali derivati dal petrolio), all'energia elettrica, gli alcolici e ai tabacchi. L'accisa è un'imposta che grava sulla quantità dei beni prodotti, a differenza dell'IVA che incide sul valore. Mentre l'IVA è espressa in percentuale del valore del prodotto, l'accisa si esprime in termini di aliquote che sono rapportate all'unità di misura del prodotto.Nel caso dei prodotti energetici si hanno aliquota rapportate al litro come nel caso della benzina e del gasolio, oppure al chilo come ad esempio sugli oli combustibili e del GPL. Sull'energia elettrica il rapporto è effettuato sui chilowattora. L'accisa concorre a formare il valore dei prodotti, ciò vuol dire che l'IVA sui prodotti soggetti ad accisa grava anche sulla stessa accisa.

sabato 8 dicembre 2007

La situazione energetica in Italia

Cari cittadini, negli ultimi anni abbiamo visto crescere a dismisura il costo delle nostre bollette, ci siamo mai chiesti da dove possano arrivare tali aumenti?
In questo breve articolo vogliamo illustrare la situazione energetica italiana per quanto riguarda i dati relativi alla sua produzione.
Il fabbisogno nazionale di energia elettrica viene coperto per il 72,8% attraverso centrali termoelettriche che bruciano principalmente combustibili fossili in gran parte importati dall'estero (piccole percentuali - inferiori al 2% - fanno riferimento a biomassa, rifiuti industriali o civili e combustibile nazionale). Un altro 14,7% viene ottenuto da fonti rinnovabili (idroelettrica, geotermica, eolica e fotovoltaica) per un totale di energia elettrica prodotta dall'Italia di circa 315200 GWh annui (2006). La rimanente parte per coprire il fabbisogno nazionale é importata direttamente all'estero nella percentuale già citata del 12,5%.
Analizzando tali dati possiamo notare come la maggior parte di energia viene prodotta attraverso centrali che utilizzano combustibili fossili (gas e petrolio), risorse che l'Italia è costretta a comprare all'estero non avendone qui a dispozione.
In tal modo noi tutti siamo soggetti al variare dei prezzi di petrolio dal cartello dell'OPEC, e del gas da parte delle multinazionali russe da cui importiamo la risorsa.
Essendo, noi cittadini, l'ultimo anello della catena di distribuzione paghiamo per quasi tutta la totalità il rincaro delle risorse in questione, perchè quindi non cominciamo a pensare di produrre energia utilizzando altro? Come ad esempio il nucleare?
Queste poche righe vogliono essere una provocazione per invitarvi innanzitutto a riflettere seriamente sul problema; successivamente siete invitati a ripondere al sondaggio pubblicato in basso e ad esprimere la vostra opinione attravero il nostro forum.
Nella sezione download potete scaricare la Proposta di legge elaborata dal gruppo di Alleanza Nazionale alla Camera dei Deputati.

Grazie per l'attenzione.