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mercoledì 29 ottobre 2008

I MALI DELL'UNIVERSITA'

E’ un periodo difficile per le università italiane. Occupazioni e manifestazioni riempiono le agende politiche e le pagine dei quotidiani. Fin qui tutto bene. Ma analizzando i motivi delle occupazioni si capisce che studenti e professori spesso hanno i paraocchi. Vi spiego il perché.
Pensiamo ad uno studente straniero che viene a studiare in Italia e che non si è mai informato della situazione universitaria del BelPaese. Il suo primo passo è l’iscrizione. Subito si svela il primo guaio, in Italia ci sono infatti ben 94 università con 320 sedi distaccate. Un’enormità, se si considera che, di contro, l’università italiana produce meno laureati del Cile. Ma andiamo avanti. Il giovane straniero sceglie il corso di laurea, comincia la prima lezione e si accorge di essere solo in aula. Perché si chiederà lo studente? Semplice la risposta, si era infatti iscritto in uno di quei 37 corsi di laurea con un solo studente. E’ sconcertante questo dato ma non finisce qui, poiché ci sono addirittura 327 facoltà che non superano i 15 iscritti! Naturale considerando che nel 2001 i corsi di laurea erano 2.444, mentre oggi sono arrivati all’incredibile cifra di 5.500.
Ritorniamo al nostro studente. Prima lezione: ore 9.30 Diritto Privato, professore Mario Del Caio. Seconda lezione: ore 11.30 Diritto Pubblico, professore Antonio Del Caio. Lo studente pensa ad una coincidenza e continua a seguire.
Secondo giorno, seconda lezione: ore13.30 Sistemi giuridici comparati, professoressa Giulia Rossi(in Del Caio). A questo punto, nella mente del giovane studente che viene da lontano, sorge un dubbio. Saranno forse consanguinei? Per avere delucidazioni va dal “Magnifico” Rettore. Si ferma davanti al lussuoso ufficio e improvvisamente, leggendo la targhetta color oro, legge: Ufficio del Magnifico Rettore. Professor Giovanni Del Caio!!!
Qualcuno può pensare che è un’interpretazione cinematografica del libro “ Cent’anni di solitudine” di Marquez, ma ,purtroppo, non è così.
Lo studente non ha più bisogno di alcun chiarimento, ha già le risposte alle sue domande.
L’università italiana è una casta, una schifosa baronia. Ci sono infatti Università italiane- vedi quelle di Bari e di Palermo- in cui ogni professore ha almeno 3 omonimi!
Ma non finisce qui. Il calvario dello studente straniero continua. Il terzo giorno, mentre si avvia verso l’università per seguire le sue lezione, si accorge che non può frequentare, c’è l’occupazione.
Inizialmente è felice poiché pensa( povero illuso!) che la causa dell’occupazione è la reazione a ciò che lui stesso ha verificato in prima persona. Ma d’improvviso,in lontananza scorge un gruppo di studenti che si avviano nel giardino dell’università a fare lezione. Niente di strano, pensa lo studente, se non fosse che in testa al gruppo di studenti, c’è un professore, non uno qualsiasi, il professore di Diritto Privato Mario Del Caio!Ma come! Gli studenti manifestano non per quello che subiscono per anni! Non contro le baronie!Non contro il nepotismo!Non contro gli sprechi!Non perché i finanziamenti elargiti dallo Stato italiano per favorire la ricerca vengono utilizzati dai rettori per moltiplicare cattedre da assegnare ai figli, alle mogli, ai nipoti!Non perché i concorsi per accedere alla carriera universitaria sono tutti, ma tutti truccati!
Ma allora perché protestano? Ecco la risposta. Perché in un provvedimento, che è senz’altro sbagliato, di attuazione della finanziaria, c’è un taglio del 2,8 % del finanziamento alle università! Niente di così grave se paragonato allo scempio che ha distrutto e continuerà a distruggere il Nostro Futuro, e per il quale non è mai stata sollevata alcuna protesta.
Difendiamo il futuro, dicono. Questo sistema universitario malato, per loro, è una buona partenza per un futuro migliore.Non si tocca. Naturalmente i più strenui conservatori di questa difettosissima macchina universitaria, i signori baroni, sono con gli studenti, in piazza, a protestare!
Il finale della storia è che il giovane studente straniero, alla fine della stranissima settimana decide di fare i bagagli e salutare quello strano mondo tutto italiano.
Chiudo infatti con un dato. Si ricava dall’”Annuario Scienza e Società 2008” dell’Ocse, che nel 2005 in Nuova Zelanda erano presenti 29 stranieri ogni 100 iscritti, in Australia più di 20, in Svizzera e in Inghilterra circa 18, in Germania 11. E l’Italia? Quart’ultima in classifica davanti solo a Slovenia, Turchia e Polonia con 2 studenti stranieri ogni 100 iscritti!
Numeri su cui vale la pena meditare, ma soprattutto MANIFESTARE!


Scritto da Enzo Di Natale.

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